Caso riguardante la condanna di una Banca alla restituzione della somma di circa € 100.000,00, comprensiva di interessi, ad un imprenditore che aveva dovuto cessare la sua attività a causa delle difficoltà finanziarie
Il Tribunale di Vasto ha azzerato il saldo passivo di conto corrente pari ad € 36.324,59 ed ha condannato l’Istituto Bancario alla restituzione in favore della correntista della somma di € 95.971,78 indebitamente incassata nel corso di tutto il rapporto di conto corrente a titolo di cms, interessi anatocistici e spese
Un imprenditore del settore carburanti del vastese si rivolgeva al mio studio per verificare la legittimità della pretesa della banca di pagamento del saldo passivo di conto corrente pari ad € 36.324,59.
Verificata, quindi, l’invalidità delle clausole negoziali inerenti le condizioni economiche applicate sui fidi concessi in conto corrente, si citava la banca avanti il Tribunale di Vasto per rettificare il saldo di conto corrente e ottenere la restituzione dell’indebito pagato nel corso degli anni a titolo di interessi debitori, cms, spese e interessi anatocistici.
Il Tribunale di Vasto con sentenza n. 316/2021 ha dichiarato che l’indicazione nel contratto della mera misura percentuale della cms, in assenza dell’allegazione dei criteri di calcolo di tale onere passivo, rende l’oggetto della convenzione indeterminato.
Il Giudice, inoltre, ha dichiarato illecito l’anatocismo praticato dalla banca anche per il periodo successivo all’entrata in vigore della novella del 2000, perché il metodo di capitalizzazione degli interessi attivi e passivi non era stato pattuito tra le parti in una specifica convenzione scritta.
Il Tribunale, pertanto, ha accertato l’illegalità del saldo passivo di € 36.324,59, condannando la banca al pagamento della somma di € 95.971,78.









