Avvocato per Commissione di massimo scoperto
L’Avvocato per commissione di massimo scoperto è un professionista che lavora prevelentemente nel diritto bancario che assiste i clienti nell’esame e valutazione della legalità dei costi addebitati dalle banche, tra i quali rientra la c.d. CMS e/o CDF (commissione di messa a disposizione fondi).
Con la generica dizione di “commissione di massimo scoperto”, le banche, prima delle modifiche normative di cui alla Legge del 2009 (art. 2 bis D.L. n. 185/2008 conv. in L. n. 2/2009 e D.L. n.78/2009 conv. in L. n. 102/2009) e del 2012 (D.L. n. 201/2011 conv. in L. n. 214/2011, D.L. n. 1/2012 conv. in L. n. 27/2012, D.L. n. 29/2012 conv. in L. n. 62/2012) hanno per molti anni utilizzato diversi modelli che spaziavano dal pagamento di una somma percentuale calcolata sul fido accordato e non utilizzato (commissione mancato utilizzo), al pagamento di una somma percentuale sull'ammontare massimo del fido utilizzato (commissione massimo scoperto), alla combinazione di entrambi i modelli, parametrando l'utilizzo od il mancato utilizzo talvolta ad una durata minima e talvolta no, e ciò con riferimento talvolta anche ai fidi di fatto, cd. scoperture o sconfinamenti di conto corrente.
Affinché, pertanto, l’addebito di tali commissioni sia considerato legittimo è, però, essenziale la specifica indicazione e determinazione di tutti gli elementi che concorrono a determinarle: percentuale, base di calcolo, criteri e periodicità. Solo in tale caso si può ritenere che il cliente abbia prestato un consenso consapevole, rendendosi conto dell'effettivo contenuto giuridico della clausola e, soprattutto, del suo “peso” economico.
Laddove, invece, le clausole contrattuali recano solo il valore percentuale della commissione rispetto allo scoperto di conto, senza alcun riferimento alla periodicità di calcolo, nè alcuna specificazione sul concreto meccanismo di funzionamento della commissione (cioè se la commissione vada riferita al montante utilizzato o alla provvista accordata, ovvero se l'indicata percentuale debba riferirsi al momento “X” di punta massima dello scoperto ovvero a un periodo più prolungato di “N gg” di tale scoperto ovvero ancora alla media dello scoperto distribuito su più giorni, ecc..), non consentendo al correntista di comprendere il concreto criterio di computo della commissione, il suo funzionamento e lo specifico impatto sui saldi trimestrali di chiusura periodica del conto, l’addebito delle cms e/o cdf dev’essere considerato illegale.
Della commissione di massimo scoperto, poi, si discute anche in tema di usura bancaria. Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia della usura presunta come determinato in base alle disposizioni della legge 108/1996, infatti, va effettuata la separata comparazione del tasso effettivo globale d'interesse praticato in concreto (comprensivo degli effetti del c.d. anatocismo bancario) e della commissione di massimo scoperto eventualmente applicata - intesa quale commissione calcolata in misura percentuale sullo scoperto massimo verificatosi nel periodo di riferimento - rispettivamente con il tasso soglia e con la cms-soglia calcolata aumentando della metà la percentuale della cms media rientrante nella soglia, con il margine degli interessi eventualmente residuo, pari alla differenza tra l'importo degli stessi rientrante nella soglia di legge e quello degli interessi in concreto praticati.
L’Avvocato per commissione di massimo scoperto, quindi, è il professionista nelDiritto Bancario che, con la collaborazione di consulenti tecnici, assiste gli imprenditori, i professionisti e i consumatori che hanno debiti con le banche e/o debiti con finanziarie e devono proporre opposizione a decreto ingiuntivo dalle banche e/o di opposizione al precetto e all’esecuzione dalle banche, valutando la legalità dei contratti bancari e ricalcolando i saldi bancari di conto corrente e/o piani di finanziamento.
L’Avvocato per commissione di massimo scoperto, inoltre, assiste e/o presta l’attività di advisor, e occupandosi anche di in Diritto Bancario, ai privati, imprenditori, professionisti e consumatori che a causa di esposizioni bancarie e finanziarie si trovano in situazione di crisi e/o sovraindebitamento che, quindi, devono presentare un ricorso per sovraindebitamento, un piano del consumatore e/o un piano di ristrutturazione del debito con un saldo e stralcio del debito.









