Caso di successo riguardante la condanna ad un Istituto Bancario a restituire € 258.420,72 per interessi debitori, cms, interessi anatocistici e spese
Il Tribunale di Torino ha condannato un Istituto Bancario alla restituzione in favore della correntista della somma di € 258.420,72 indebitamente incassata a titolo di interessi debitori, cms, interessi anatocistici e spese, riconoscendo la continuità di due conti correnti e ritenendo non provata l’eccezione di intervenuta prescrizione formulata dalla banca
Una nota società Torinese nel settore Fonderie si rivolgeva al mio studio per verificare la legittimità delle poste passive annotate su un conto corrente aperto negli anni ottanta ed ancora operativo nel 2008. Si conveniva, pertanto, di citare avanti il Tribunale di Torino il predetto Istituto di Credito per vederlo condannare alla ripetizione delle somme indebitamente incassate nel corso di tutto il rapporto di conto corrente.
Il Tribunale di Torino accoglieva la domanda della correntista, ricalcolando i rapporti dare-avere intercorsi tra le parti dall’apertura del conto corrente alla chiusura.
Al riguardo, il Tribunale di Torino accertava la continuità tra due conti correnti, evidenziando che le poste passive del conto più risalente nel tempo erano state giro-contate al momento della chiusura su altro conto ancora aperto al momento della citazione, incrementandone l’esposizione debitoria.
Relativamente, invece, all’eccezione di prescrizione, il Tribunale affermava che la banca non aveva soddisfatto l’onere probatorio allegando il limite dei fidi concessi e le rimesse c.d. irripetibili eseguite prima del 1998 oltre il limite dei fidi.
Il Tribunale, pertanto, con sentenza n. 5310/2013 condannava la banca al pagamento in favore della correntista della somma di € 258.420,72, oltre agli interessi ed al rimborso delle competenze e spese di lite.









